DOPO IL MACHESTER UNITED ANCHE IL LIVERPOOL E’ IN VENDITA: LA PREMIER LEAGUE RIMANE UN MODELLO SOSTENIBILE?

Dopo la messa in vendita del Manchester United decisa dalla famiglia Glazer, sembra che anche in casa Liverpool si stia muovendo qualcosa. Il fondo americano Fenway Sports Group che è proprietario dei Reds ha deciso di avviare le ricerche per rintracciare nuovi azionisti per cedere le quote di maggioranza del club. La proprietà guidata da John Henry attualmente viene valutata intorno ai 4 miliardi di sterline, cifra galattica se pensiamo a quanto successo con il Milan questa estate.

Cosa sta succedendo in Premier League se due dei club più prestigiosi sono stati messi sul mercato anche se non del tutto in maniera formale.
I possibili acquirenti al momento devono ricercarsi in un ventaglio di ipotesi veramente ristretto. Gli unici che si sono interessati in maniera concreta sono due fondi arabi. Tra questi ovviamente c’è l’arcinoto  Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita e un fondo proveniente dal Qatar.
Il fondo statale di investimento arabo, non è nuovo a questo tipo di operazioni ed, infatti, ha acquistato da poco il Newcastle. Questo ribadisce la volontà di imprenditori arabi ad entrare a far parte di uno dei business sportivi più redditizi al mondo.

Addirittura Abdulaziz bin Turki Al-Faisal il ministro dello sport degli Emirati Arabi dice: “Spero proprio che ci siano investitori privati che possano diventare i nuovi proprietari di questi due gloriosi club – riferendosi a Manchester United e Liverpool – Se si rivelassero due buoni affari credo che sia il settore privato sia alcune compagnie del regno possano essere interessate. La Premier League è il miglior campionato del mondo, tutti la guardano. È quello più visto nel regno saudita e conta moltissimi fan e avere altri club con proprietari sauditi porterebbe benefici a tutti”.
Questo fa capire come lo sport stia diventando il cuore pulsante degli investimenti sauditi, tanto che il PIF sta finanziando la creazione di un nuovo tour mondiale di golf.
Per quanto riguarda il fondo qatariota, ancora sappiamo molto poco, però vista la grinta nell’aggiudicarsi i mondiali e la storia recente della proprietà del PSG, direi che hanno tutte le qualità per farsi avanti per una trattativa del genere.
Prima di pensare a chi potrebbe acquistare il Liverpool, domandiamoci il perché la società americana abbia deciso di prendere questa decisione. Le motivazioni dietro a questa scelta riguardano 3 sfere della vita di una società sportiva: la sfera economica, la sfera ambientale e quella sportiva.

Per quanto riguarda l’ambito economico, è facile capire come la scelta di comprare la squadra 12 anni fa, era una scelta prettamente economica per generare profitto. Basti pensare che la squadra fu acquistata per 344 milioni di dollari e nonostante gli investimenti sostanziosi negli anni, la cessione permetterebbe al fondo FSG di ottenere un margine di guadagno altissimo dopo un periodo di gestione relativamente breve.
Il rapporto con i tifosi, poi, ha subito numerose turbolenze nel tempo. Sicuramente i momenti più alti sono riconducibili ai numerosi trofei conquistati come: una Champions League e la Premier League che mancava dalle parti di Anfield Road da trent’anni. Il tutto condito da un triplete nazionale che non guasta mai. Il rapporto con il pubblico pulsante di Liverpool però non è mai sbocciato del tutto. La poca presenza della proprietà in città ed alcune scelte sul mercato sono state molto discusse dai fans. Tutto, poi, si è incrinato quando due anni fa quando la proprietà ha deciso di appoggiare il progetto Superlega. Una vera e propria sommossa popolare ha portato all’abbandonato del progetto e le numerose proteste dei tifosi inglesi hanno allontanato ancor di più i tifosi della Kop dalla proprietà a stelle e strisce.

Ultimo fattore che riveste la sua importanza sono le scarse prestazioni in questa stagione. Sesti in campionato ed una qualificazione faticosa nei girone di Champions, nonostante i sostanziosi investimenti di questa estate per aggiudicarsi i migliori talenti, come Darwin Nunez.
L’interrogativo che viene da porsi è se i sempre più frequenti cambi di proprietà dei club inglesi siano sintomo di un calcio che inizia ad essere economicamente sempre meno sostenibile. Siamo tutti d’accordo che la Premier League è uno dei campionati più belli e importanti nel panorama mondiale, ma siamo sicuri che sia così sostenibile come crediamo? Difficile dare una risposta, ma l’impressione è che la migliore lega a livello economico del mondo stia facendo lievitare in maniera troppo repentina e spropositata i costi che stanno crescendo in maniera proporzionale più dei ricavi. Forse le proprietà lungimiranti che si sono avvicinate oltre 10 anni fa capendo la deriva cui si sta andando incontro abbiano deciso di uscire dal business confermando l’attivo non correndo il rischio di una possibile implosione che potrebbe essere determinata da fattori esterni al momento imponderabili, ma che loro da dentro il sistema possono sicuramente valutare in maniera migliore.

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