CRISI INTER – FLOP DI MERCATO E CLASSIFICA AL GIRO DI BOA

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Con la sconfitta nella gara interna contro l’Empoli, disputata allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro lunedì 23 gennaio 2023, si è concluso il girone di andata di Serie A per i nerazzurri. La squadra di Simone Inzaghi gira a 37 punti con un terzo posto nella graduatoria del massimo campionato, in coabitazione con la Lazio di Maurizio Sarri e la Roma di José Mourinho. L’euforia per il trionfo nella finale di Supercoppa Italiana vinta a Riyadh mercoledì 18 gennaio nella stracittadina con il Milan di Stefano Pioli ha dovuto presto lasciare il passo al disincanto. Il confronto in termini numerici con la stagione 2021-22 è impietoso limitatamente al cammino in campionato, principale obiettivo ai blocchi di partenza della società con sede in Viale della Liberazione.

Crisi Inter, il rendimento in coppa e campionato al giro di boa

Perfettamente in linea con la passata stagione il cammino finora nelle coppe. Come dodici mesi fa è arrivato un sofferto accesso ai quarti di Coppa Italia con una vittoria ai tempi supplementari all’esordio nella competizione. La rete di Francesco Acerbi al 110′ della gara disputata contro il Parma lo scorso 10 gennaio ha ricordato allo stesso tecnico piacentino la rete di Stefano Sensi per il definitivo 3-2 al minuto 104 della partita interna contro l’Empoli del 19 gennaio 2022. Anche dodici mesi fa i nerazzurri attendevano la disputa degli ottavi di finale di Champions League. Ma se nell’edizione 2021-22 il prestigio e il valore tecnico di una squadra come il Liverpool lasciava poche speranze di un passaggio del turno, effettivamente mancato, quest’anno il Porto pare un avversario alla portata. L’undici di Simone Inzaghi è atteso dal doppio confronto con i lusitani che andrà in scena al Giuseppe Meazza mercoledì 22 febbraio 2023 con ritorno allo stadio Dragao il 14 marzo.

Se la carriera del tecnico piacentino racconta di grandi successi nelle coppe nazionali con due affermazioni in Coppa Italia e ben quattro in Supercoppa Italiana, in Serie A, la sensazione è che l’Inter abbia raccolto meno rispetto alle effettive possibilità della propria rosa tanto nel presente torneo che in quello precedente, vinto dai cugini del Milan. Ad oggi il percorso nel massimo campionato recita dodici vittorie, un solo pareggio – quello molto discusso di Monza dello scorso 7 gennaio – e ben sei sconfitte maturate nel derby e contro Lazio, Udinese, Roma, Juventus ed Empoli. Complici gli stop negli scontri diretti, i nerazzurri hanno così raccolto ben nove punti in meno rispetto al girone di andata della stagione 2021-22. Dodici mesi or sono, dopo 19 giornate il club meneghino aveva girato da primo della classe con quattro lunghezze di vantaggio sui cugini rossoneri, secondi, e dodici sul quinto posto. La formazione di Simone Inzaghi aveva fatto addirittura cinque punti meglio di quella allenata da Antonio Conte, poi scudettata. L’aspetto più impietoso dell’attuale classifica è il distacco dal Napoli capolista, salito a 13 lunghezze, e l’assenza di alcun margine rispetto alla zona Europa League.

Crisi Inter, il flop degli acquisti del mercato estivo

La differenza di rendimento dei nerazzurri va legato in prima istanza alle risultanze tecniche dei singoli. Con 25 reti subite in 19 gare, la difesa sembra risentire delle vicende extra-campo animate dall’approssimarsi della scadenza contrattuale di Milan Skriniar e Stefan de Vrij il prossimo 30 giugno. Un ottimo acquisto sul mercato estivo si è rivelato Henrikh Mkhitaryan che sta confermando le qualità espresse nell’intera carriera e attualmente rimpiante da José Mourinho per il centrocampo della Roma in cui era stato reinventato nella passata stagione. Il nodo gordiano è indubbiamente legato a Romelu Lukaku ritornato in prestito dal Chelsea in estate. L’apparente delitto perfetto compiuto dall’amministratore delegato Giuseppe Marotta con il prestito oneroso dodici mesi dopo la cessione per la cifra di cento milioni di euro, non ha sortito gli effetti sperati.

Il centravanti belga ha giocato la miseria di 360 minuti con appena una rete realizzata, quella all’esordio contro il Lecce allo stadio Via del Mare il 13 agosto 2022. Da allora Romelu Lukaku è risultato indisponibile in ben 17 impegni ufficiali pur riuscendo a partecipare alla spedizione del Belgio nel Mondiale qatariota. Il malcontento dei tifosi dell’Inter è legato non soltanto al rendimento dell’attaccante fiammingo ma soprattutto al sacrificio che la società nerazzurra ha dovuto compiere sul mercato in virtù dell’arrivo di Big Rom. Il club di Steven Zhang ha infatti rinunciato all’acquisizione a titolo definitivo delle prestazioni di Paulo Dybala, per lungo tempo, vicinissimo al trasferimento ad Appiano Gentile. Risultati, statistiche, rimpianti di mercato chiamano a un’attenta riflessione non soltanto il tecnico Simone Inzaghi ma l’intera dirigenza in Viale della Liberazione a pochi giorni dall’avvio di una seconda parte di stagione in cui certi errori potrebbero costare ben più dello scudetto perso nel 2022.

di Matteo Parente

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