MONDIALE 2026 – 48 SQUADRE ED UNA NUOVA FORMULA ANCORA DA STUDIARE

Forse potrà sembrare un po’ presto parlarne, visto il Mondiale di Qatar 202 ancora in corso, ma l’edizione 2026 assegnata a Stati Uniti, Canada e Messico potrebbe creare polmiche ancora prima di disputare le qualificazioni. Se poi si pensa all’assenza dell’Italia ora, la curiosità va in crescendo. Un nuovo format che la FIFA vuole studiare in maniera tale da rendere la rassegna mondiale più dinamico e appassionante. La prima novità riguarda l’aumento delle squadre partecipanti: dalle 32 finora previste si passa a 48 team per un totale di 80 partite. Un grande incremento di partecipanti in linea con il tema dell’inclusivitá, in particolare per quei paesi solitamente tagliati fuori dalle attuali regole FIFA. Ma non solo, tornando con i piedi per terra piú squadre vuol dire più Nazioni, ergo più tifosi in arrivo dall’esterno arricchenti l’economia locale. Senza dimenticare l’ammontare dei nuovi, possibili, accordi riguardanti i diritti televisivi o di sponsorship. Sul piano commerciale sono stati previsti oltre 11 miliardi di dollari di infrastrutture e stadi all’avanguardia nel bacino di territorio prescelto (USA, Canada, Messico). 

NUOVA FORMULA – Una formula che è stata anche aspramente criticata ma che, di buono, avrà certamente anche una diversa suddivisione continetale dei posti per la Nazionali includendo anche un torneo intercontinentale di spareggio (play-off) che coinvolgerà 6 squadre per decidere gli ultimi due posti disponibili per la Coppa del mondo con un aumento di 4 Nazionali per la CAF (Africa), 3 per Uefa (Europa), CONCACAF (Nord e Centro America) e ulteriori 2 per OFC (Oceania) e CONMEBOL (Sudamerica). In sostanza l’Africa (CAF) vedrà aumentare le proprie nazionali partecipanti di ben 4 unità; l’Europa (UEFA), l’Asia (AFC) e il Nord e Centro America (CONCACAF) avranno 3 posti in più, mentre il Sudamerica (CONMEBOL) 2 ulteriori nazionali. Infine, l’Oceania (OFC) avrà per la prima volta un posto garantito. in sintesi le squadre sudamericane a partecipare al mondiale con la nuova formula saranno 6 su 10, mentre per le altre confederazioni il numero delle squadre partecipanti sul totale sarà inferiore. Ancora però non si è deciso come verranno suddivise.

NUOVO CAPITOLO – Dopo il turbolento decennio vissuto dalla FIFA, culminato con le tante vittime in seguito alla costruzione dei nuovi stadi per Qatar 2022, l’edizione 2026 promette una maggiore attenzione ai diritti umani; Queste, infatti, le parole delle Federazione: “La FIFA si impegna a garantire che il torneo abbia un impatto positivo e duraturo. Per questo motivo i diritti umani sono stati una considerazione fondamentale fin dall’inizio”. Una ripartenza necessaria quella della FIFA, obbligata a ripulire un’immagine troppe volte “sporcata” da condizioni di lavoro inappropriate. Infantino è avvisato: il Mondiale 2026 dovrà essere un upgrade di Qatar 2022. Caro Gianni, è tempo di voltare pagina ed aprire un nuovo capitolo. 

CE LA FACCIAMO? – il Mondiale 2026 dovrà, si spera, essere quello del grande ritorno dell’Italia da Brasile 2014. Con il nuovo format ovviamente aumentano le percentuali di convocazione per una Nazionale che in realtà non dovrebbe averne nemmeno bisogno. Un dato però deve far riflettere: in caso di qualificazione e conseguente eliminazione al girone, l’Italia toccherebbe quota 20 anni dall’ultima partecipazione agli ottavi (2006). Tranquilli, la pelle d’oca è una normale conseguenza. Continuando a “sognare”, USA ospitante riporta la mente a quella maledetta finale del 1994 a Pasadena contro il Brasile. Per gli azzurri deve significare rivendicare quel maledetto rigore che ha tolto il sonno per anni a Roberto Baggio. C’è tempo per pensarci, ma come dice Spalletti: “uomini forti, destini forti. Non c’è altra soluzione”.

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